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lunedì 8 giugno 2015

Welcome to my own self.


Before taking the English Literature class I've never done much thought about identity. I mean, I have, but I haven't really understood what it might have meant in my personal life.
Who am I? Am I a product of the society I'm in? Am I the product of my parents' education? Am I what I study? Or am I the people I surround myself with? And finally, is there a right question?
Last night I had the canche to figure out "on my own" who I am.
Who am I when in a relationship? I thought I found the one, I really did. And then the one turned his back on me. And my world crumbled. What If I say I was built on brick of carelessness and crumbs?  Then I tried to get myself back up, and step by step I did. Or so I thought. Trusting anyone may be tricky, bare naked in front of a person may be devastating. Devastating in a way that isn't either positive or negative, just devastating.

[...] Solitude fits me like a glove.

I did, I bared my soul naked in front of him and he used that against me. He used what I cherish most, the ME I so hardly have built rejection by rejection, sadness by sadness, piece by piece as I tried to put them together, once they tore me to shreds. He used my identity against me. 
Who am I? 
I thought I was the kind of person no one could put down any more. And I was wrong. So wrong. If a relationship doesn't work, it simply doesn't, but what if the problem is you? 
And so I tried to be numb and act as everyone else act: carefreely and stupidly. That wasn't always my cup of tea. Unfortunately I always knew I'm not the whoring around kind. I don't long for casual sex, I want to be loved, embraced and kissed. I want love, not lust. And how do you find love in a lust-ruled world? Well, let me know, if you find out.
Who am I?
I am the one who does what he wants. And no one can ever say otherwise. Accept me for who I am, not for what I'm supposed to be.
Yeah, that's who I am. I am me. Always and forever, even if it means that I'll die an old maid with five hundred cats. And my forties are fast approaching.

I know you'll read this, and I know you'll find it hard to understand. They would say it was well played, because yes, it was intentional.

giovedì 13 febbraio 2014

San Valentino, la festa di ogni cretino che crede di essere amato e invece ci resta fregato.

"Stasera noi non ci siamo". E quindi? 
Poi guardo il calendario. 13 Febbraio. Domani è San Valentino. L'ultima volta che questa data ha contato qualcosa ero alle elementari e la mia fidanzatina dell'epoca mi aveva portato dei Baci Perugina. Da allora questa data non ha più avuto un significato. 
E l'istinto omocida sale. Lanciafiamme, vieni a me.
Sì, è solo una data. Un venerdì come gli altri. Eppure le coppie di tutto il mondo s'impegneranno scambiarsi regali e promesse. Il senso? Nessuno, solo marketing. 
Dicono lo stesso del Natale, ed io amo alla follia il Natale.
Raramente ho voglia di fare qualcosa di particolare, ma forse sarebbe bello sapere di avere qualcuno con cui farlo. Chissà. Forse i single sono i più sentimentali a San Valentino. E poi ho letto le cards di pornhub. How romantic is that! 
San Valentino, la festa della mamma, Natale. Marketing, marketing, marketing. Ma che ti entra nelle vene.
E poi la gente non ha ritegno, la gente si sposa, addirittura, o va a convivere ufficiosamente e non, costruiscono una vita, una famiglia insieme. 
E c'è chi dice che vuole sposarsi in Scozia. Immagina un castello.
E la gente crede nell'amore, crede in un santo che non sono sicuro neanche lo sia. San Valentino è Rodolfo Valentino, right?!
"Stasera noi non ci siamo". E m'hanno lasciato il cane.

domenica 9 febbraio 2014

Long time no see.

I wanna cry I wanna learn to love
But all my tears have been used up
Non sono sicuro sia il modo giusto per iniziare. 
Ricominciamo. 
Sono solo a casa, mi piace e mi irrita, non so in quale ordine. Forse è solo invidia. Invidia, ma ho l'impressione di poter essere sulla strada giusta. Hai mai avuto la sensazione che persona X dica quello che diresti tu in una determinata situazione? Ecco. La cosa mi piace. Magari anch'io una volta tanto mi merito qualcosa. Nonostante la mia pigrizia. Raziocinio e sentimento. Mah, sembrerebbe una bella accoppiata.
Stavolta niente calzamaglia e niente maglione giallo. Ripeto, è il blu il colore dei vincenti. Almeno così disse qualcuno.
Troppe sigarette, poco cibo. Troppo DDO, una nuova reincarnazione. Concludere niente. Dov'è la barra? Sono ready to level? Vuoi aggiungere nuove funzionalità? Direi proprio di no, costano una formattazione (forse) forzata e la perdita di tutti i dati. Ne vale la pena? Pare di no.
In questi giorni ascolto Giorgia. Chissà perché. Mi commuove pensare che molte delle sue canzoni che amo sono dedicate ad Alex Baroni. Commitment much? Guardo telefilm e le storie d'amore mi commuovono, sia che siano a lieto fine sia che siano a tragico fine. Poi vedo una coppia live e vorrei usare un lanciafiamme. Jealous much? Chissà se è gelosia, credo sia semplicemente insoddisfazione. Una costante della mia vita, pare. 
Odio il vittimismo, ma finisco per sentirmi una vittima. Di cosa? Delle situazioni, delle circostanze. Vittima e carnefice, really.
La voglia scalpitava, strillava, tuonava, cantava, da notte fonda nel petto di Paola, oh Paola!
La noia quella sera era troppa cercava, chiamava duecento principi e invece lei era la dama del castello.
Chissà se Paola era in realtà Paolo. Ne ho conosciute di Paole. Ieri sera l'ultima. Ieri sera, proprio quando mi sono sentito protagonista di Looking, anche letteralmente parlando. E non mi sono neanche posto il problema della faccia. Ci vuole una volta ogni tanto, forse. I've just begun having my fun, yeah. Am I supposed to have fun?
Prima rileggevo qualche post di questo blog. Parlavo di eterno ritorno. Strano quanto certe cose non cambino. Not a bit.
Tutto e niente. Sostanza e superficie.
Ho tanti pensieri per la testa, ma ordinarli è faticoso e noioso... and I don't wanna! "Tra cinque minuti mi alzo"
Who makes you feel like I make you feel? Who? Who? Who loves you and knows the way I do? Mah... un tempo queste parole avrebbero avuto un senso, adesso non più.
Ieri sono andato a fare la spesa. Mi vedevo bello. Chissà se la cosa era riflessa all'esterno. "Sentiti bello e gli altri di vedranno allo stesso modo"... Ok, la gente crede che io sia un cesso.
In una spa col mio ragazzo. Che catarsi. 
Resoconto di questi primi 40 giorni di 2014?

lunedì 29 luglio 2013

Il mio futuro primo marito lavora all'Alì.

"Cosa cerchi?" Quello che in fondo cerchiamo tutti: una stabilità affettiva ed economica, soddisfazione, sicurezza.
A volte mi ritrovo per strada, senza un pensiero per la mente. Non è spensieratezza, è oblio. Nella vita di tutti i giorni forse non ci si pensa, o ci si bada troppo poco, ma in fondo tutti siamo costantemente alla ricerca di qualcosa di più, quel qualcosa che possa farci dire ce l'ho fatta. Nominate voi una cosa che volete con tutto il cuore e che per qualche ragione non siete ancora riusciti ad ottenere.
La semplicità con la quale le relazioni altrui nascono è sconcertante. 
Due volte in chat. Sbam! Fidanzati per la vita. 
Lezioni insieme all'università. Sbam! Inseparabili. 
Amici di amici. Sbam! Love story for evar. 
Un incrocio di sguardi al supermercato mentre si compra un ananas. Sbam! Sposati con un figlio (in realtà non vale, questo è Private Practice). 
Incontri... Sbam! Matrimonio d'amore.
E poi ci siamo noi, quelli sfigati, talmente sfigati che la signora Sfortuna ha il nostro numero di cellulare tra le chiamate rapide (questa devo averla sentita da qualche parte), noi che anche solo a pensare di conoscere un decent guy, ci viene il nervoso. Perché per alcuni è così difficile? Ah già. Forse siamo noi.
Qualche anno fa, con la mamma in visita a Padova, sono andato in un ristorante cinese. A fine pranzo, nel biscotto della fortuna ho trovato questo bigliettino "Devi sapere cosa vuoi, altrimenti devi prendere cosa viene". Sono sicuro si tratti di qualche proverbio cinese, tipo quello della moglie picchiata senza motivo apparente. All'epoca mi sono detto che l'avrei conservato per ricordo delle belle giornate passate con la Mutter a Padova, in realtà, credo che il mio subconscio mi stesse dicendo di conservarlo, cosicché, nel 2013, potessi ritrovarlo e pensare "Cavolo! Forse devo accontentarmi, qualche volta!"
'Sti cinesi! Ne sanno una più del diavolo!
Accontentarmi? Ok, allora prendo un cassiere dell'Alì da portare via, grazie.

martedì 11 giugno 2013

Un etto di saggezza, per favore.

Devo smetterla di dare il beneficio del dubbio alle persone. Da che mondo e mondo essere comprensivi e chiudere non uno, ma due occhi, non paga. Ti sforzi di essere una brava persona, di mettere in pratica quello che i tuoi genitori ti hanno insegnato in ventiquattro anni, ma niente. La gente non ragiona tutta allo stesso modo e ti senti dire "Potevi leggerlo su facebook" da persone che ti chiamano irresponsabile non sapendo nulla di te e che fanno i coperchi al proprio sangue. Chi l'ha detto che l'età fa la saggezza? I vecchi saggi, quelli con la barba lunga che abitano sulle montagne, sono saggi perché vecchi, o semplicemente sopravvalutati?
Il rispetto e il savoir faire sono due cose che mi hanno sempre affascinato. Il primo tutti lo pretendono, il secondo tutti se lo riconoscono. Ma se volessimo fare una statistica, sono sicuro che somiglierebbe alla percentuale degli italiani che dice di parlare l'inglese (66,2%) e della percentuale di quelli che lo parlano realmente (23,9%, fonte Censis 2012). Un abisso.
Guardo le piantine che crescono sul mio davanzale. Felicità, la loro: un po' d'acqua al mattino, un po' di sole e crescono che è una meraviglia. Peccato non abbiano raziocinio. Un po' come certa gente, insomma.
Dicono che la matematica sia importante, in questi giorni ho flash di quando mia mamma mi costringeva a studiare le tabelline chiuso in camera... 2x0=0, 2x1=2, 2x2=4... Quanto odio la matematica! Piuttosto, a mio parare dovrebbero insegnare come si sta al mondo. I bambini verrebbero educati dai genitori e instradati dagli insegnanti, in modo che non vivano in una campana di vetro. Ogni scarrafone è bello a mamma soja, e poi ci stupiamo se ci chiamano mammoni.
Tutto questo per dire che non bisogna mai circondarsi di persone che non si conoscono davvero: solo poche volte (purtroppo) si ha davvero fortuna.

domenica 6 gennaio 2013

La necessità di chiamarli meggins.

Ogni volta che torno Ragusa mi trovo a riflettere sul cambiamento. È il 2013 e molte (forse troppe) cose sono cambiate, dalla famiglia alla mia vita. Cinque anni fa ero ancora un liceale intrappolato in una città troppo piccola ed adesso sono uno studente universitario con uno sguardo verso l'ester(n)o. Le mie riflessioni natalizie si riassumono in un'autocitazione "alla mia età ho la presunzione di avere il mondo ai miei piedi". Io, il problem solver, il ragazzo con velleità da crocerossina.
La cosa più fastidiosa è non riuscire a trovare una soluzione a tutto ed una risposta a qualsiasi domanda. Ultimamente mi guardo in giro: vedo superficialità e paura. Perché non riusciamo ad andare oltre o ad ascoltare il nostro cervello? Camminare per la strada, sognando di indossare un poncho e capire che la sola differenza tra lei e me, è che io seguo la testa, lei il cuore. "Credi in te, ascolta il tuo cuore". Perché è così difficile buttarsi a capofitto in una storia e viverla come viene? Perché dall'altra parte si trova un muro, e quando non c'è, lo costruiamo noi (leggi: lo costruisco io)? Confusione e timore. Forse.
Un sabato sera a Modica. La gente mi guarda. Sono forse un alieno? È vero, forse non tutti avranno due piercing sul collo, forse non tutti passano la serata a tradurre i nomi dei gruppi d'oltremare. Perché quella che è stata casa mia, per 19 anni, adesso mi sembra Marte? Vedo la gente di cattiv'occhio, con pregiudizio. Di solito non sono così. Di solito cerco di conoscere una persona prima di dare un giudizio. When in Rome... Eppure è quella cultura che mi ha forgiato, insieme ad una multiculturalità ed un plurilinguismo familiare.
Voglio andare via. Quante volte al giorno me lo dico? Ed adesso che ho avuto la benedizione di chi di dovere, la cosa potrebbe essere realtà. Ma a quale prezzo? "Ti farà soffrire!". Può darsi, non sarebbe né la prima né l'ultima. Ha una sua vita, io una mia.
Non avevo ancora notato che quando è arrabbiato sbatte la gamba come ho visto fare tante volte a mio padre e a mio nonno. È una cosa carina. Chissà se se ne rende conto. "Si vede che sei cotto". Chi, io?
"Le cose andavano meglio quando c'era tuo nonno, la metteva in riga!" Non mi piace pensare a chi non c'è più, è una cosa che mi mette tristezza. La vita è come la pasta al forno: la mangio sempre troppo di fretta ed in un attimo è finita. Eppure mi manca. Troppe lacrime versate durante questo Natale. Di tristezza, di stress, di gioia. A volte fa bene piangere, le lacrime sono il diuretico della mia anima.
Prima di partire ho letto un articolo nel quale si diceva che, se vivi fuori e torni a casa per le vacanze, le persone del tuo passato ritornano. Poteva anche dirmi qualcosa che non so. Quando si tratta di rapporti interpersonali, il passato è passato. Perché ripassarlo?
Mille cose da fare, zero voglia. Mille cose da dire, nessuno a chi volerle dire veramente. È questa la vita in fondo? Indecisione? Chissà cosa ne pensava ogni singolo filosofo, in realtà. Studiando Kirkegaard, Anassagora e Comte, l'idea che fossero solo dei fattoni non sembrava così inverosimile. Loro erano uomini, io sono un uomo. Li capisco. Dicono che Einstein non volle mai ammettere che l'universo avesse una data di scadenza. Riesci a biasimarlo? Se sì, pensa solo che gli scienziati stanno studiando il modo di renderci immortali. Unisci i punti per formare la figura.
Chi non scopa a Capodanno, non scopa tutto l'anno. Io ho vomitato. 2013 bulimico? Ho comprato una sciarpa simile ad una che avevo già e mi trovo a riflettere: in fondo la mia vita è così, perché prendo un doppione, dimenticando l'originale? "Il passato è passato." Ah, vero!
Ho perso l'ispirazione. Per la tesi, per questo blog, per le decisioni importanti. O forse la mia è solo pigrizia? Una volta ho letto che Bill Gates predilige le persone pigre, perché più ricche d'inventiva. L'accidia come vanto. Ma chi ha il coraggio di negare che stare a letto, invece di alzarsi, sia una cosa meravigliosa?
...
Sono le 13.02, alza il culo e vai a cucinare!

a Giacomo.

giovedì 20 settembre 2012

What if...

Mi fanno tenerezza le persone che parlano con gli animali e li guardano, quasi ad aspettarsi una risposta. In fondo un animale, per quanto piccolo o grande sia, non è altro che un essere che risponde al nostro desiderio di riversare amore su un altro essere vivente. E con lui vengono i problemi.
A volte mi stupisco di come velocemente le cose cambino. Solo due settimane e Padova mi sembra completamente diversa: forse sono io ad aver vissuto dieci anni a Timbuctu, senza rendermene conto, o, forse, in Sicilia il tempo scorre più lentamente. Qui la vita è frenetica, c'è chi parla di grandi progetti e c'è chi, chiuso nella sua stanza, vede il mondo scorrere ad un'altra velocità. Tic... tac... tic... tac. E la voglia di scappare mi assale.
Molto spesso mi ritrovo a pensare al passato e immaginare (o almeno provare) cosa sarebbe stato se. Adesso potrei essere uno studente universitario straniero in terra straniera, con un ragazzo amorevole e con un accento sexy al mio fianco da quattro anni. Ed invece sono qui, intrappolato nella mia stanza in una prigione autoinflitta in cui, alla fine del giorno, mi sento sereno. Tutti i problemi, tutti i nervosismi, tutte quelle cose che mi fanno venire voglia di urlare come un ossesso sono fuori. Niente di negativo può entrare in questi venti metri quadrati (a parte le zanzare, quello è ovvio!).
Ultimamente non ho voglia di fare niente. è così che funziono, più ho da fare e meno faccio. Forse è autolesionismo, o forse è solo depressione. Chissà. Ho deciso che un giorno farò terapia, come Ally McBeal o qualsiasi professionista americano che si rispetti. Penso ci siano cose di cui non si può parlare che con uno sconosciuto, e se lo paghi, di certo sarà costretto ad ascoltarti. Questo mi affligge. Sembra che in questo periodo sia troppo incline ad aprirmi con chi non ha mai visto questo mio lato di me... E si annoia. Devo essere estremamente noioso dall'esterno. Ecchissenefrega. Il mio futuro terapeuta dovrà ascoltarmi, se vorrà i miei soldi.
Guardo la nuova puntata di X Factor US, che forse è meglio.

lunedì 21 maggio 2012

Fotografami questo.


La fotografia è diventata una moda. Basta aprire la home di facebook per realizzare quante persone hanno velleità di artista. Sì, ma solo quella.
Dato il crescente interesse per quest'arte giovane, proliferano i programmi di editing, le funzioni di una qualunque fotocamera e perfino i cellulari scattano foto da 1000mila megapixel. Bellissimo, ma mi chiedo se tutto questo sia veramente necessario. Che senso ha l'arte se la praticano tutti, e non contenti, questi tutti si autoproclamano sto gran cazzo di artista? E ragazzine urlanti ed osannanti acclamano il "fotografo" di turno, l'hipster, più o meno belloccio, che ha saputo immortalare una mosca appoggiata sul tavolo di un bar. Bello, complimenti, sei un artista! E quindi tutti ad improvvisarsi maestri di photoshop, a postare foto delle mattonelle della fermata di una qualunque stazione su instagram, a comprare reflex di questa o quella marca (sì, perché ovviamente c'è il TeamNikon ed il TeamCanon) da millanta € per poi vantarsene su twitter, su facebook, su google+ o su qualunque social network ti permetta di svangare le palle altrui. Sì, perché loro colgono l'essenza della vita, del mondo, della natura.
E sti cazzi!
(cit.)
Qualche anno fa ho conosciuto un ragazzo, che poi, anni dopo, ho incontrato qui a Padova, essendo lui della zona, che faceva arte: foto, pittura, poesia, romanzi, e chi più ne ha più ne metta. Nel 2006 era una mosca bianca, almeno tra le mie amicizie, e questo mi intrigava. Adesso la mosca bianca è chi non ha mai scattato una foto pseudo artistica per postarla in modo che tutti la vedano/commentino/ammirino. Non so come sia cominciata questa "rivoluzione" nel mondo dell'arte, magari sarebbe anche interessante studiarla a livello antropologico, ma potrebbe anche finire, adesso! Cosa c'è di meglio di un hipster con una reflex? Tutto?!
Sarà che io non so fare niente e mi accanisco contro gli artisti per invidia. Sarà...
Un solo appello: Vincent et Wolfgang Amadeus, orate pro me!

PS: A tutti coloro che vorranno seguire questo post come guida per diventare un hipster fotografo-barra-artista di successo dico solo che per essere davvero un artista bisogna vantarsi con chiunque della propria assuefazione al materiale fotografico, il che concerne lodare le 8432 macchine fotografiche non digitali, i 432 obiettivi, le 6542 macchine digitali in possesso, di cui, ovviamente, si dovrà imparare ogni specifica tecnica (non la si dovrà mai applicare, state pure tranquilli) per farsi passare come il super mega esperto in materia.

Bis bald, meine Lieben!