martedì 27 gennaio 2015

When the music speaks of you. (part III)


Seems like just yesterday
You were a part of me
I used to stand so tall
I used to be so strong
Your arms around me tight
Everything, it felt so right
Unbreakable, like nothin' could go wrong
Now I can't breathe
No, I can't sleep
I'm barely hanging on

Here I am, once again
I'm torn into pieces
Can't deny it, can't pretend
Just thought you were the one
Broken up, deep inside
But you won't get to see the tears I cry
Behind these hazel eyes

I told you everything
Opened up and let you in
You made me feel alright
For once in my life
Now all that's left of me
Is what I pretend to be
So together, but so broken up inside
'Cause I can't breathe
No, I can't sleep
I'm barely hangin' on

Here I am, once again
I'm torn into pieces
Can't deny it, can't pretend
Just thought you were the one
Broken up, deep inside
But you won't get to see the tears I cry
Behind these hazel eyes

When the music speaks of you. (part II)



I wanna take you somewhere so you know I care 
But it's so cold and I don't know where 
... 
I wanna cry and I wanna love 
But all my tears have been used up 
On another love, another love 
All my tears have been used up 
... 
Words they always win, but I know I'll lose 
... 
And I'd sing a song, that'd be just ours 
But I sang 'em all to another heart 
And I wanna cry I wanna learn to love 
But all my tears have been used up 
... 
I wanna sing a song, that'd be just ours 
But I sang 'em all to another heart 
And I wanna cry, I wanna fall in love 
But all my tears have been used up

When the music speaks of you. (part I)


I remember years ago 
Someone told me I should take 
Caution when it comes to love 
I did , I did 
... 
You can go ahead tell them 
Tell them all I know now 
Shout it from the roof tops 
Write it on the skyline all we had is gone now 
Tell them I was happy 
And my heart is broken 
All my scars are open 
Tell them what I hoped would be 
Impossible, impossible 
Impossible, impossible

venerdì 23 gennaio 2015

Vorrei.

Vorrei tu voltassi e mi dicessi "ho fatto una cazzata". 
Vorrei mi scrivessi per dirmi che ti manco. 
Vorrei mi dicessi che non vuoi il mondo, vuoi me. 
E mi sento in un romanzo rosa, dove alla fine la ragazza trova il suo amore o la favola dove tutti vissero felici e contenti. 
Ma questa è la vita. Non è un film, non è un libro, non è una favola. Ed io sono qui da tre giorni. 
Il mio letto è caldo. Merito della termocoperta, quella che scordavo sempre di accendere quando dormivi da me. I cuscini mi circondano, ne ho fatto una reggia, come quando ero piccolo.
Il mondo è più appetibile di una sola persona, lo so. Been there, done that. Questa volta, però sono io da questa parte della porta. E sono ancora furioso perché non mi hai dato la possibilità di parlare. Peggio ancora, non hai dato una possibilità al noi. Un noi, che a quanto pare, stavo portando avanti da solo. 
Mi hai ferito. No, non è un film, non è un libro, non è una favola. Questa è la vita. 

This is how it goes, or is it?

Six months. That's the time I have to wait for this post break-up feelings to be over. That's the theory right? 
It's been three days since I saw him last. And I'm dying inside. No text messages, no whatsapp, no nothing. How am I supposed to overcome these six months I have ahead? I'm trying my best to leave him alone, let him focus on his exams, because I know that that's what he wants. But what about me? What about what I want? How should I act in a situation like this that is so hard? 
I wonder how people do that around the world. You know, people chat, people get together, people get engaged and marry all the time. Even right now someone's finding their soul mate, I guess. And I'm here. Three days in a row, in the dark of my room, trying to distract myself with the real housewives of New York. They fight, they go at each other, they work, they diss, and I'm here, in the dark of my room. 
Is there hope? Is there not? Can someone hand me a crystal ball? Some tarots? Something? Anyone? 
I guess this is just how it goes, they leave, we suffer. The problem is that I don't think this is how it should have gone. I think this is not the way I wanted my relationship to end. Any kind of relationship I'm invested in, anyway. 
The dog barks and I'm in the dark. 

giovedì 22 gennaio 2015

Il galateo delle rotture.

Qual è il galateo delle rotture? Il tuo ragazzo ti lascia e tu sei lì a flagellarti perché non hai fatto quella cosa o non hai detto quell'altra. 
Ora mettiamo il caso che in un anno hai fatto amicizia con i suoi amici. Loro ti scrivono, per educazione, per gentilezza, o perché sinceramente interessati a come stai. Cosa fai? Gli dici che il tuo ex è uno stronzo, un bastardo e che gli auguri solo il male (se la rottura è stata intensa) oppure cerchi di addolcire la pillola? 
Dopotutto sono i suoi amici, non i tuoi. Non prenderanno mai una parte, e se la prenderanno non sarà mai la tua, anche nella remota possibilità che volessero farlo. 
È questa forse la prima regola implicita del galateo? 
Poniamo sempre il caso che i suoi amici, nel tempo, siano diventati anche i tuoi, e che quindi nella situazione odierna ti scrivano perché sapere come stai. Cosa fai? Gli scrivi dicendo che il tuo ex è un pezzo di merda e vorresti fosse sbranato da un branco di lupi mannari? Se la risposta è sì, è meglio ripensarci, prendere il respiro, contare fino a 10 e trattenersi, perché comunque sia andata loro sono i suoi amici. Seconda regola del galateo. 
Terza regola. Sono cinque gli stadi del dolore, il primo è la negazione ed il secondo la rabbia. Ecco, non parlare mai con gli amici durante il secondo stadio, per non fare la figura della vittima ferita, o, peggio ancora, dello stronzo senza cuore, perché comunque stai parlando male del loro amico. 
Quarta ed ultima regola del galateo delle rottura: tenere sempre a mente che essere lasciati (ed in pochissimi casi, lasciare) è sempre una situazione-pigna in culo, dunque seguire l'etichetta è sempre bene per apparire posati, moderati e di classe, anche se un buco nero vi sta inghiottendo progressivamente il cuore e la testa. 
Breakups suck. 

mercoledì 21 gennaio 2015

Se solo esistesse un manuale d'uso...!

Non so cosa dire. 
Sono arrabbiato, sono triste, sono deluso, non so se scriverti sia una buona idea, oppure no, non so se dovrei darti spazio, oppure no. Non so niente. So che dalla mia prospettiva un giorno era tutto a posto, ed il giorno dopo eravamo due estranei. Non riesco a darmi pace, non posso e non voglio. Vorrei evitare di aver detto cose che ti hanno spaventato, fatto cose che ti hanno interdetto,. 
Vorrei che tutto fosse diverso. E non lo è.
Sono stato io cieco o sei stato tu bravo a non lasciar trasparire cosa ti frullava in mente? Non so più niente. Niente. E il niente è quello che adesso ho. Sembra una di quelle canzoni stracciapalle che mi piacciono tanto. Quelle canzoni di cui guardavo i video piangendo, mentre tu mi prendevi in giro. "sei senza cuore" ti dicevo. 
Tutto sembrava perfetto. E non lo era. 
Queste cose dovrei dirle a te, ma non ci riesco. 
Estranei a partire da ieri, canta Alessandra Amoroso, ed io non so più chi sei. 

domenica 18 gennaio 2015

Worst birthday ever.

Chiunque ha detto che l'erba del vicino è sempre più verde dovrebbe essere messo al rogo. 
La letteratura ci presenta un amore fatto di guance rosse, di farfalle nello stomaco e di sentimento. Ma la vita reale è un'altra cosa. Nella vita reale l'amore è consuetudine e affetto. 

Ci sono cinque fasi nell'amore letterario:
1) l'innamoramento
2) il "ti amo" 
3) l'instaurazione di un rapporto serio
4) il matrimonio 
5) il per sempre

Bullshit. 
La vita è più complicata di così. Ci si innamora in momenti diversi, si vive il sentimento in modo diverso, ci si sente spaesati e ci si interroga. 

Chiunque ha detto che l'erba del vicino è sempre più verde dovrebbe essere messo al rogo. L'erba del vicino è identica alla mia, l'unica differenza è il fertilizzante.

giovedì 13 febbraio 2014

San Valentino, la festa di ogni cretino che crede di essere amato e invece ci resta fregato.

"Stasera noi non ci siamo". E quindi? 
Poi guardo il calendario. 13 Febbraio. Domani è San Valentino. L'ultima volta che questa data ha contato qualcosa ero alle elementari e la mia fidanzatina dell'epoca mi aveva portato dei Baci Perugina. Da allora questa data non ha più avuto un significato. 
E l'istinto omocida sale. Lanciafiamme, vieni a me.
Sì, è solo una data. Un venerdì come gli altri. Eppure le coppie di tutto il mondo s'impegneranno scambiarsi regali e promesse. Il senso? Nessuno, solo marketing. 
Dicono lo stesso del Natale, ed io amo alla follia il Natale.
Raramente ho voglia di fare qualcosa di particolare, ma forse sarebbe bello sapere di avere qualcuno con cui farlo. Chissà. Forse i single sono i più sentimentali a San Valentino. E poi ho letto le cards di pornhub. How romantic is that! 
San Valentino, la festa della mamma, Natale. Marketing, marketing, marketing. Ma che ti entra nelle vene.
E poi la gente non ha ritegno, la gente si sposa, addirittura, o va a convivere ufficiosamente e non, costruiscono una vita, una famiglia insieme. 
E c'è chi dice che vuole sposarsi in Scozia. Immagina un castello.
E la gente crede nell'amore, crede in un santo che non sono sicuro neanche lo sia. San Valentino è Rodolfo Valentino, right?!
"Stasera noi non ci siamo". E m'hanno lasciato il cane.

domenica 9 febbraio 2014

Long time no see.

I wanna cry I wanna learn to love
But all my tears have been used up
Non sono sicuro sia il modo giusto per iniziare. 
Ricominciamo. 
Sono solo a casa, mi piace e mi irrita, non so in quale ordine. Forse è solo invidia. Invidia, ma ho l'impressione di poter essere sulla strada giusta. Hai mai avuto la sensazione che persona X dica quello che diresti tu in una determinata situazione? Ecco. La cosa mi piace. Magari anch'io una volta tanto mi merito qualcosa. Nonostante la mia pigrizia. Raziocinio e sentimento. Mah, sembrerebbe una bella accoppiata.
Stavolta niente calzamaglia e niente maglione giallo. Ripeto, è il blu il colore dei vincenti. Almeno così disse qualcuno.
Troppe sigarette, poco cibo. Troppo DDO, una nuova reincarnazione. Concludere niente. Dov'è la barra? Sono ready to level? Vuoi aggiungere nuove funzionalità? Direi proprio di no, costano una formattazione (forse) forzata e la perdita di tutti i dati. Ne vale la pena? Pare di no.
In questi giorni ascolto Giorgia. Chissà perché. Mi commuove pensare che molte delle sue canzoni che amo sono dedicate ad Alex Baroni. Commitment much? Guardo telefilm e le storie d'amore mi commuovono, sia che siano a lieto fine sia che siano a tragico fine. Poi vedo una coppia live e vorrei usare un lanciafiamme. Jealous much? Chissà se è gelosia, credo sia semplicemente insoddisfazione. Una costante della mia vita, pare. 
Odio il vittimismo, ma finisco per sentirmi una vittima. Di cosa? Delle situazioni, delle circostanze. Vittima e carnefice, really.
La voglia scalpitava, strillava, tuonava, cantava, da notte fonda nel petto di Paola, oh Paola!
La noia quella sera era troppa cercava, chiamava duecento principi e invece lei era la dama del castello.
Chissà se Paola era in realtà Paolo. Ne ho conosciute di Paole. Ieri sera l'ultima. Ieri sera, proprio quando mi sono sentito protagonista di Looking, anche letteralmente parlando. E non mi sono neanche posto il problema della faccia. Ci vuole una volta ogni tanto, forse. I've just begun having my fun, yeah. Am I supposed to have fun?
Prima rileggevo qualche post di questo blog. Parlavo di eterno ritorno. Strano quanto certe cose non cambino. Not a bit.
Tutto e niente. Sostanza e superficie.
Ho tanti pensieri per la testa, ma ordinarli è faticoso e noioso... and I don't wanna! "Tra cinque minuti mi alzo"
Who makes you feel like I make you feel? Who? Who? Who loves you and knows the way I do? Mah... un tempo queste parole avrebbero avuto un senso, adesso non più.
Ieri sono andato a fare la spesa. Mi vedevo bello. Chissà se la cosa era riflessa all'esterno. "Sentiti bello e gli altri di vedranno allo stesso modo"... Ok, la gente crede che io sia un cesso.
In una spa col mio ragazzo. Che catarsi. 
Resoconto di questi primi 40 giorni di 2014?

lunedì 29 luglio 2013

Il mio futuro primo marito lavora all'Alì.

"Cosa cerchi?" Quello che in fondo cerchiamo tutti: una stabilità affettiva ed economica, soddisfazione, sicurezza.
A volte mi ritrovo per strada, senza un pensiero per la mente. Non è spensieratezza, è oblio. Nella vita di tutti i giorni forse non ci si pensa, o ci si bada troppo poco, ma in fondo tutti siamo costantemente alla ricerca di qualcosa di più, quel qualcosa che possa farci dire ce l'ho fatta. Nominate voi una cosa che volete con tutto il cuore e che per qualche ragione non siete ancora riusciti ad ottenere.
La semplicità con la quale le relazioni altrui nascono è sconcertante. 
Due volte in chat. Sbam! Fidanzati per la vita. 
Lezioni insieme all'università. Sbam! Inseparabili. 
Amici di amici. Sbam! Love story for evar. 
Un incrocio di sguardi al supermercato mentre si compra un ananas. Sbam! Sposati con un figlio (in realtà non vale, questo è Private Practice). 
Incontri... Sbam! Matrimonio d'amore.
E poi ci siamo noi, quelli sfigati, talmente sfigati che la signora Sfortuna ha il nostro numero di cellulare tra le chiamate rapide (questa devo averla sentita da qualche parte), noi che anche solo a pensare di conoscere un decent guy, ci viene il nervoso. Perché per alcuni è così difficile? Ah già. Forse siamo noi.
Qualche anno fa, con la mamma in visita a Padova, sono andato in un ristorante cinese. A fine pranzo, nel biscotto della fortuna ho trovato questo bigliettino "Devi sapere cosa vuoi, altrimenti devi prendere cosa viene". Sono sicuro si tratti di qualche proverbio cinese, tipo quello della moglie picchiata senza motivo apparente. All'epoca mi sono detto che l'avrei conservato per ricordo delle belle giornate passate con la Mutter a Padova, in realtà, credo che il mio subconscio mi stesse dicendo di conservarlo, cosicché, nel 2013, potessi ritrovarlo e pensare "Cavolo! Forse devo accontentarmi, qualche volta!"
'Sti cinesi! Ne sanno una più del diavolo!
Accontentarmi? Ok, allora prendo un cassiere dell'Alì da portare via, grazie.

martedì 11 giugno 2013

Un etto di saggezza, per favore.

Devo smetterla di dare il beneficio del dubbio alle persone. Da che mondo e mondo essere comprensivi e chiudere non uno, ma due occhi, non paga. Ti sforzi di essere una brava persona, di mettere in pratica quello che i tuoi genitori ti hanno insegnato in ventiquattro anni, ma niente. La gente non ragiona tutta allo stesso modo e ti senti dire "Potevi leggerlo su facebook" da persone che ti chiamano irresponsabile non sapendo nulla di te e che fanno i coperchi al proprio sangue. Chi l'ha detto che l'età fa la saggezza? I vecchi saggi, quelli con la barba lunga che abitano sulle montagne, sono saggi perché vecchi, o semplicemente sopravvalutati?
Il rispetto e il savoir faire sono due cose che mi hanno sempre affascinato. Il primo tutti lo pretendono, il secondo tutti se lo riconoscono. Ma se volessimo fare una statistica, sono sicuro che somiglierebbe alla percentuale degli italiani che dice di parlare l'inglese (66,2%) e della percentuale di quelli che lo parlano realmente (23,9%, fonte Censis 2012). Un abisso.
Guardo le piantine che crescono sul mio davanzale. Felicità, la loro: un po' d'acqua al mattino, un po' di sole e crescono che è una meraviglia. Peccato non abbiano raziocinio. Un po' come certa gente, insomma.
Dicono che la matematica sia importante, in questi giorni ho flash di quando mia mamma mi costringeva a studiare le tabelline chiuso in camera... 2x0=0, 2x1=2, 2x2=4... Quanto odio la matematica! Piuttosto, a mio parare dovrebbero insegnare come si sta al mondo. I bambini verrebbero educati dai genitori e instradati dagli insegnanti, in modo che non vivano in una campana di vetro. Ogni scarrafone è bello a mamma soja, e poi ci stupiamo se ci chiamano mammoni.
Tutto questo per dire che non bisogna mai circondarsi di persone che non si conoscono davvero: solo poche volte (purtroppo) si ha davvero fortuna.

domenica 26 maggio 2013

Once upon a time in Neverland...

There was a time when they said we were together, and indeed we were.
Sometimes, perhaps stupidly, I miss that.

mercoledì 8 maggio 2013

Stampa e spedisci.


Mi sveglio sudato. Ho sognato che dei ladri mi svaligiavano casa e mi avvertivano con un sms, ma la polizia non interveniva perché non li avevo chiamati. Singolare. Per lo meno ho rivisto in sogno il poliziotto che ieri mi ha rubato il cuore per tipo 10 secondi.
Ieri mattina pensavo a cosa spinge X a contattare Y. "Ciao boy, sei di Padova centro?" Come se cambiasse qualcosa. "Mi piacciono i muscoli". Approccio da rivedere, rimandato in sostanza. Sono stanco, sono demotivato, neanche una Waller mi può tirare su. Qual è il punto?
Ieri ho parlato con la zia. Era ferita, più che arrabbiata. Mi chiedo come sia possibile fare così spudoratamente del male alle persone a cui dovremmo volere più bene. Soldi. i soldi rovinano tutto, amicizia, famiglia, convivenza. La ragione dello sciocco, forse è la mia. Senso comune o maturità? A volte mi beo del fatto di essere superiore a certe mentalità e comportamenti, in realtà sono solo un po' troppo superbo. Per lo meno, credo di avere il dono di essere convincente.
Il quasi vecchio (più corrente, in realtà) capitolo della mia vita tradotto in inglese o tedesco da un traduttore giurato ed inviato per posta. La cosa mi spaventa. Tutto mi spaventa, l'ignoto continua a spaventarmi. La solitudine mi spaventa. Morire da solo mi spaventa. Però ho solo 24 anni, sono piccolo, ancora!
Mi piace la mia nuova tazza di vetro, perché mi permette di vedere ciò che c'è dentro, come i piatti che avevamo a casa. Come mi piacevano! Allora tutto era normale e lo odiavo comunque. Come ci si può frenare da soli? Quando una cosa non posso averla, la voglio disperatamente, quando posso averla, mi tiro indietro. Ho paura. Mi sento ancora quel bambino che di notte, al buio, ha paura dei vampiri, dei mostri e dei ladri. "Potrei rimanere a Padova..." E fossilizzarmi in una vita monotona, fatte sempre delle stesse persone, delle stesse cose, delle stessa paure. 
"Meglio un rimorso che un rimpianto" Non sono sicuro di capire fino in fondo che cosa significhi. Certo è che pensare a chi siano le due persone che me l'hanno detto mi fa pensare. Se siamo simili a quello che potrebbe essere definito il nostro nemico, perché è nostro nemico? La società impone regole e condizioni che non hanno senso di esistere. Allora meglio la meravigliosa Daiana che ha un ex marito ed un compagno in un rapporto a tre, forse senza sesso.
La mia mente è strana. Dico che in cinque anni molte cose nella mia vita sono cambiate. Vero. Vero è anche che l'eterno ritorno torna ancora e mi ritrovo qui, su questa sedia, a scrivere di me, inesorabilmente piantato sempre sullo stesso punto. Avrei bisogno di uno scossone, ma forse non sono abbastanza reattivo. "Hai sentito il terremoto?" "No, forse stavo già dormendo."
Mi piacerebbe scrivere un libro, ma non so di cosa dovrei scrivere. Potrei parlare di me, così le soluzioni sarebbero due: uno, annoierei la gente a morte, due, bestseller. Nella vita le probabilità sono sempre del 50%: successo o fallimento, sì o no, bianco o nero, bene o male, giusto o sbagliato, farlo o non farlo.
Ho angoscia, ho paura, sono tormentato, ed è solo mercoledì.

martedì 12 marzo 2013

Non serve a niente nascondere la polvere sotto il tappeto.

Per molti è facile addossare la colpa agli altri, io invece ho sempre trovato più semplice addossarmela io, forse perché so, in fondo, di essere sempre in torto, quando si parla del rapporto con gli altri, forse perché effettivamente lo sono.
Ad ogni modo, non serve a niente nascondersi dietro un muro, quando quel muro non è pronto neanche a combattere per te. Sì lo so, un muro non può combattere, tutt'al più schermare, ma se non fa neanche quello, allora demolitelo. In questi giorni è tutta una questione di rank, livelli ed enhancement. Forse anche io sono pronto a passare di livello, ma devo aspettare di passare il rank.
Qualche giorno fa ti ho detto che una cosa non è vera solo perché la si nomina, spiegando che questa è la mia visione quando si parla di Dio. Adesso ti chiedo scusa per il tempo perso.

domenica 3 marzo 2013

Tiziano Ferro mente.

E poi hai quello che hai sempre voluto, una relazione nella quale ti trovi bene. E cosa fai? Mandi tutto a puttane.
Se i rapporti fossero una scienza esatta, tutti sapremmo come comportarci, non ci sarebbero problemi e tutto scorrerebbe liscio come l'olio. Qualcuno si cimenterebbe pure nella scrittura di manuali di istruzione, come quelli dell'IKEA, che ti spiegano come comportarti in ogni singola situazione per far sì che che tutto proceda senza intoppi. Ma la realtà è ben diversa. Nella realtà non sappiamo come comportarci, e molte volte il modo in cui ci interfacciamo è sbagliato. Il mio più grande problema? Non so dimostrare di tenere ad una persona. Forse pecco di presunzione, forse do troppe cose per scontate, forse sono troppo nell'idea di star bene da solo. Esiste un modo per uscire dal tunnel delle buone intenzioni, rese male? Me lo dica chi ne è a conoscenza.
Forse è vero che a volte dico una cosa e ne faccio un'altra, ma non sempre è facile dimostrare quello che proviamo. L'affetto è per definizione una cosa intangibile. Non lo si può toccare, non lo si può vedere, lo si può solo sentire. Ma come si fa a trasmetterlo ad un'altra persona? Quand'è il momento di alzare bandiera bianca? Dichiaro sconfitta. Ho sempre pensato di essere una persona indipendente e di non aver bisogno di un altro per sentirmi completo. Ma se è davvero così, cos'è questo vuoto che sento? è forse senso di colpa? Lo ammetto, a volte mi comporto e mi atteggio come se tutto dipendesse da me, come se fossi io a dover trovare la soluzioni di problemi esterni, quando, forse, i problemi sono io a crearli. Sono forse cieco?
Come si riconosce lo sbaglio, prima di commetterlo? E se un modo non c'è, come si fa ammenda? Una sola cosa è certa: non si può pretendere di essere perdonati se per presunzione siamo convinti di avere sempre ragione. Ammettere la propria colpa è una sconfitta o una vittoria?
Si dice che in amore vince chi fugge. Ma ad un certo punto chi insegue non si rompe le palle?
E c'è chi dice che l'amore è una cosa semplice...

martedì 19 febbraio 2013

Damn you, Cristina D'Avena!

Preambula fidei. è la prima volta che sento questa circollocuzione, ma il significato non mi è nuovo. Mi chiedo se i preambula di possano unire alle esperienze di vita di tutti i giorni. Il vero amore, nessuno l'ha mai visto, eppure tutti sappiamo cosa sia e crediamo esista. O ci speriamo? Sì, lo so, sono sempre il solito sentimentale, ma che posso farci? Amore è, per me, sinomimo di autofustigazione. "Sei insoddisfatta della tua vita sessuale?" Le parole mi rimbombano nel cervello.
Forse sono troppo vecchio, forse sono troppo maturo, forse sono troppo adulto. Avere ventiquattro anni e sentirsene settanta. E poi mi ricordo che l'Erasmus chissaddove ed il master in Germania affetteranno il tutto come lo spelucchino dell'IKEA che tanto amo.
Ha nevicato e fino a qualche giorno fa era ancora tutto bianco. Mi piace la neve, mi piace l'inverno in generale, soprattutto mi piace l'idea di poter passare quattro mesi a letto accoccolati. Dicono sia difficile.
"Who's your saboteur?" "Myself" Mmm ok. Credo di mettermi sempre in situazioni scomode. Forse mi piace. L'altro giorno parlavo con la mamma, mi sono reso conto che le cose che stavo dicendo erano le cose che vorrei sentirmi dire, magari scuotendomi energicamente. Ha senso che so quello di cui ho bisogno, ma non riesco a capire come ottenerlo? Bah, nel mio cervello non ci sono mai stati pensieri sensati.
In questi giorni so di aver sentito parlare della tempesta perfetta, ma non ricordo chi ne parlava. Anche io mi sento allo stesso modo, come la barca, sto cercando di raggiungere la cima, ma xe tanto diffizile.
Peter Cincotti a Sanremo mi ha deluso. Troppo jazz, troppo poco sentimento. Ho bisogno di canzoni strappalacrime, come la notte di Arisa, l'anno scorso, o di un amore di Antonella Ruggiero, dieci anni fa.
"Muoia sotto un tram, più o meno tutto il mondo"
Non sono cresciuto a pane e favole, eppure penso che la mia infanzia, l'immagine del principe azzurro sul cavallo bianco, in fondo, me l'ha lasciata. Cosa sono le favole se non un lavaggio del cervello per bambini? Steso su un letto per l'eternità, aspettando il mio salvatore, sono il bello addormentato. Nelle favole le coppie innamorate sfidano il destino ed i loro demoni, come nella vita reale. Esiste la storia d'amore perfetta? Ehm... no, ovviamente. Sappiamo discernere tra possibile ed immaginario? Quando si tratta di relazioni no.
Il "tutto e subito" sembrava aver senso a 17 anni, adesso sembra un'utopia e la data di scadenza sembra essere una costante nella mia vita amorosa, ultimamente.
Le vere colpevoli sono Biancaneve e Ariel. La prima viene uccisa dalla matrigna ed il suo amato la salva, baciando, appassionatamente, il suo cadavere, la seconda trova l'uomo disposto ad accettare il suo essere sirena, incondizionatamente. Fantasia.
Riuscire a trovare la persona con cui costruire la relazione perfetta è come seguire un arcobaleno e trovare una pentola d'oro. Impossibile. Eppure tutti cerchiamo quest'impossibile. Il punto è capire se ho quello che mi basta, ma non accontentandomi. Eh. Grazie.
Si crede (NB: impersonale ad effetto) che io sia una persona complicata, perfino subdola e calcolatrice, quando invece sono la persona più semplice del mondo. Una persona che ha paura della sua stessa ombra.
Voglio questo, due di quelli e li voglio senza calorie.